MSC promette 120 milioni di investimenti a Gioia Tauro

” Il gruppo di Aponte lo ha fatto sapere a margine di una riunione al MIT tra rappresentanti del ministero e dei lavoratori, ma il nodo da sciogliere resta ancora quello della posizione del socio-rivale Contship

Pace, o meglio, tregua sociale nel porto di Gioia Tauro. I lavoratori dello scalo hanno ripreso ieri le attività che avevano sospeso alcuni giorni fa dopo che MCT, che gestisce il locale terminal container, aveva annunciato lo scorso 9 febbraio l’intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per ridurre il personale.

Ad avere sbloccato la situazione un incontro al MIT che si è svolto in settimana, i cui contorni restano però tuttora incerti. Alla riunione hanno infatti partecipato varie sigle sindacali e altri “rappresentanti diretti dei lavoratori” (questa la definizione utilizzata dal ministro Danilo Toninelli, ndr), mentre MCT – pure invitata, come naturale – ha disertato il vertice romano. Una assenza che, come vedremo, ha suscitato una dura reazione via ‘social’ dello stesso titolare del dicastero.

Secondo le ricostruzioni di alcune agenzie di stampa e fonti sindacali, la rassicurazione che ha fatto cambiare idea ai lavoratori non sarebbe emersa nel corso della stessa riunione, ma da una comunicazione fatta pervenire, a latere, da MSC.

Il gruppo – come noto socio al 50% di MCT insieme a Contship, in una convivenza che appare sempre più alle sue battute finali – avrebbe infatti fatto sapere al ministero di essere disponibile a sostenere, per il rilancio di Gioia Tauro, un investimento di 120 milioni di euro (Toninelli al riguardo, ha parlato di a “importanti obiettivi di rilancio che dovrebbero condurre il porto ai 4 milioni di TEU entro due anni”).

Proposta, pare, fatta pervenire in modo informale e non ancora cristallizzata in un documento scritto.  Tanto che un dirigente di TIL (braccio terminalistico di MSC), Paolo Maccarini, nel corso di una visita a Gioia Tauro nei giorni successivi alla riunione, avrebbe infatti parlato di una disponibilità a investimenti per “140 milioni di euro”, ovvero venti milioni in più di quelli di cui s’era detto nell’incontro romano. Segno, probabilmente, del fatto che l’impegno del gruppo ginevrino potrebbe ancora dover essere definito nel dettaglio.

Quale che sia la cifra sul tavolo, il vero nodo da sciogliere, come già emerso in passato, è però quello relativo alla posizione dell’’altra metà della mela’, ovvero Contship. Dal gruppo guidato da Cecilia Battistello, nel frattempo, non è infatti uscita alcuna dichiarazione o commento, non solo rispetto alla ultima, imperscrutabile, assenza al vertice al MIT, ma nemmeno relativamente alle decisioni che saranno assunte nelle prossime settimane.

I possibili scenari sembrano essere fondamentalmente tre: che la società decida di partecipare, pro quota, all’investimento annunciato da MSC (e quindi tenere in vita il sodalizio, verosimilmente a fronte di rassicurazioni sui volumi che la compagnia di Gianluigi Aponte assicurerà allo scalo); che decida di cedere a MSC il proprio 50% (e dire però così addio al sogno del suo fondatore Angelo Ravano); che scelga di non supportare gli investimenti (incappando così nelle ire di Toninelli e nel rischio di vedersi revocata la concessione, che a quel punto potrebbe comunque diventare facile ‘preda’ di MSC).

L’ultima possibilità, quella della revoca, è stata nuovamente evocata anche dallo stesso Toninelli in un post diffuso sui social al termine dell’incontro del 19 febbraio, nel quale il ministro delle infrastrutture e dei trasporti dopo aver fatto il punto sull’incontro ha anche illustrato il modo in cui il MIT intende gestire nelle prossime settimane questa situazione “delicatissima”.

Dopo avere stigmatizzato, come detto, l’assenza di MCT al tavolo (“ennesimo segnale negativo, di disinteresse, di cui lo Stato concedente non può non tener conto”), Toninelli da un lato ha chiesto a MSC di “formalizzare, nero su bianco, il suo fattivo impegno e le promesse fatte”, e dall’altro a MCT (leggasi: Contship) di “fare altrettanto”, mentre la richiesta ai lavoratori è stata quella di garantire in questo periodo la “massima collaborazione”, ovvero interrompere la sospensione del lavoro (preghiera, come visto, che è stata accolta).

Pur affermando di avere a cuore la continuità in banchina”, il titolare del MIT ha concluso ventilando nuovamente la possibile revoca della concessione al gestore del terminal: “Formalizzeremo alcuni passaggi: MCT saprà quali saranno le conseguenze di una perdurante condotta di elusione degli obblighi concessori”.  “” ship to shore

2019-02-25T12:06:33+00:00February 25th, 2019|