Gioia Tauro, siglato l’accordo: 380 all’Agenzia

Roma – È stato firmato l’accordo tra il gruppo Contship e i sindacati confederali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti su Gioia Tauro, che prevede il passaggio di 380 lavoratori (previo rifiuto volontario) del terminal all’Agenzia istituita dal governo, che nei fatti dota lo scalo calabrese dell’articolo 17

Roma – È stato firmato l’accordo tra il gruppo Contship e i sindacati confederali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti su Gioia Tauro, che prevede il passaggio di 380 lavoratori (previo rifiuto volontario) del terminal all’Agenzia istituita dal governo, che nei fatti dota lo scalo calabrese dell’articolo 17.

Da lunedì prossimo scade la cassa integrazione per Gioia Tauro, e senza l’accordo sull’Agenzia nei fatti le 380 persone sarebbero rimaste in esubero senza una rete sociale in grado di mantenerle nel mondo del lavoro. Contrario all’intesa il sindacato di base Sul. Il 19 si terrà l’incontro presso la Regione Calabria per la chiusura dell’esame congiunto dell’accordo. La firma dell’accordo si è tenuta al ministero dei Trasporti, presente anche la presidente del gruppo Contship, Cecilia Battistello.

Delrio: «Progetto ambizioso»
«Esprimo grande soddisfazione per la conclusione positiva della vertenza sul porto di Gioia Tauro, per la sua crescita e l’occupazione»: sono le parole con cui il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, commenta la firma dell’Intesa Quadro per il rilancio del porto di Gioia Tauro, avvenuta questa mattina al Ministero di Porta Pia a Roma. Spiegando i contenuti dell’Intesa, e in particolare sul fronte porto, il ministro Delrio, in un comunicato stampa, afferma: «Il porto è oggetto di un ambizioso ed indifferibile progetto di riconversione industriale, funzionale e produttiva, messo in campo dal Governo per offrire una risposta strutturale alla crisi globale del settore trasbordo.
Oltre alle tradizionali attività di transhipment, infatti, vanno sviluppati settori nuovi e a tale obiettivo si sta lavorando attraverso la realizzazione del gateway ferroviario, l’istituzione della ZES, il progetto del bacino di carenaggio. Si sono conclusi interventi di dragaggio attesi da anni, e che fanno oggi di Gioia Tauro l’unico scalo del Mediterraneo in grado di ospitare fino a 4 navi madri. Si sta lavorando per accelerare le operazioni di controllo sulla merce, grazie alla partnership con l’Agenzia delle Dogane che ha previsto l’istituzione di una vera e propria task force dedicata, e si stanno sostenendo iniziative di diversificazione dei traffici. Sono complessivamente in corso investimenti per 150 milioni di euro, così come previsto nell’Apq firmato a Palazzo Chigi un anno fa». Per quanto riguarda l’occupazione, Delrio afferma che «l’Agenzia per la somministrazione, la riqualificazione e la ricollocazione del personale posto in esubero da Mct, che in prospettiva e come già previsto per legge, si trasformerà poi in soggetto art. 17 come operante in tutti gli altri porti di Italia, ha rappresentato la risposta del Governo alla prima e più importante richiesta giunta dal Sindacato: neanche un posto di lavoro vada perduto, né ora né in futuro».
«Attorno a questo sforzo – conclude Delrio – si sono ritrovati Governo, Regione Calabria, Autorità di Sistema Portuale, azienda, Cgil, Cisl , Uil, e Ugl in rappresentanza di circa l’80% dei lavoratori dello scalo. Ad essi – conclude – va il mio più forte apprezzamento per una scelta coraggiosa e lungimirante che potrà garantire al porto un futuro di crescita, sviluppo e legalità».

SINDACATI CONFEDERALI

«L’accordo di chiusura della vertenza nel Porto di Gioia Tauro segna una svolta per tutta la portualità italiana». Così Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti esprimono la propria «soddisfazione per la risposta a cui si è giunti, grazie agli sforzi di tutti, per affrontare la crisi del transhipment che da tempo investe il principale porto italiano in questa attività e per segnare un punto di svolta per lo sviluppo economico e occupazionale della Calabria». Il porto di Gioia Tauro, sottolineano i sindacati, «è la principale industria della Calabria e i suoi lavoratori sono un patrimonio di competenza e di specializzazione che non poteva in alcun modo essere disperso. Con questo accordo non è stato perduto un solo posto di lavoro, in un’area economicamente difficile». In vista, comunque, «la parte più impegnativa che riguarda lo sviluppo programmatico delle attività economiche del porto e del suo retroporto», concludono Filt, Fit e Uilt.

I L SUL

La Segreteria Nazionale del Sul in merito alla vertenza porto di Gioia Tauro comunica che, suo malgrado, dopo tanto impegno e dedizione di tutte le parti al tavolo ministeriale, non ha trovato le condizioni per firmare l’accordo Politico a Roma. L’indisponibilità aziendale ad ogni tipo di confronto e la carenza di informazioni indispensabili per la struttura territoriale SUL interessata ci ha impedito di convincerci sulla bontà dell’accordo che eravamo pronti a sottoscrivere – lo dichiara il segretario nazionale Antonio Pronesti – perché legato all’accordo di Programma già condiviso nel luglio scorso. Ribadiamo che l’accordo era da firmare per quanto riguarda il lavoro e gli impegni del ministero, dell’autorità portuale e della regione calabria solo l’atteggiamento di MCT ci ha indotto a non condividere l’accordo, ma non dimentichiamo quanto ci ha detto il comandante Aponte sui suoi progetti su Gioia Tauro e visto che diamo completa fiducia al Ministro e al suo staff, al comandante Aponte, alla Regione Calabria, all’Autorità Portuale e ai colleghi dei sindacati firmatari, ci impegniamo fin da ora ad evitare rivolte che potrebbero compromettere la situazione del porto, ma vigileremo affinché tutto si svolga all’Interno delle regole previste dalla legge senza discriminazione alcuna. È scontato che i nostri studi legali sono a completa disposizione dei colleghi che sentendosi discriminati intendessero impugnare la procedura.”

 

2017-06-21T14:13:10+00:00June 21st, 2017|