Gioia Tauro, l’ultimatum di Aponte ai portuali – Il numero uno di Msc a Roma, vertice con i sindacati e Delrio: «Senza pace sociale non investo».

L’ultimatum dettato a voce è stato netto: se c’è pace sociale, investo e porto altro traffico. Altrimenti i volumi si possono spostare in altri porti.

Gianluigi Aponte vola a Roma per discutere direttamente del caso Gioia Tauro. Lo fa a poche ore di distanza dalla firma, prevista per domani, che dovrebbe decretare la nascita dell’agenzia voluta dal governo per collocare i circa 400 esuberi individuati dal terminalista Mct (società al 50% tra Msc e Contship). L’incontro di ieri, avvenuto nella sede del ministero nel tardo pomeriggio, è servito al numero uno del gruppo di Ginevra per chiarire la posizione: da un lato del tavolo c’era Aponte, con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, mentre dall’altra parte c’erano i sindacati, coinvolti nella gestione della difficile partita dei portuali calabresi. Msc ha garantito investimenti cospicui su due fronti: il bacino di carenaggio per le riparazioni e la manutenzione della flotta, e l’acquisizione di nuovo equipment.

«Bisogna aumentare efficienza e produttività» avrebbe detto il comandante ai sindacati e per questo ha garantito un intervento sulle gru e sui mezzi. La mossa sarebbe stata concordata con l’altro socio, Contship, in una riunione a Ginevra nelle scorse settimane. Il patto però è che cessi l’agitazione dei lavoratori: Aponte chiede che si fermino gli scioperi e le iniziative dei sindacati e che l’agenzia dei portuali possa nascere. «Così posso anche aumentare il traffico, spostandolo da altre rotte e rendere Gioia Tauro un hub nel Mediterraneo per la compagnia». Msc è anche il cliente principale del porto calabrese e per questo l’alternativa tombale che il numero uno del gruppo ha messo sul piatto, è ultimativa: Aponte la pace sociale l’ha chiesta nel corso dell’incontro, più volte ed esplicitamente.

Delrio ha ribadito che il governo si è già impegnato e continuerà a farlo con gli investimenti programmati a cui si è aggiunta recentemente la nascita delle Zone economiche speciali. I sindacati ora provano la strada dell’unità: «Con gli strumenti messi a disposizione dall’esecutivo e gli impregni presi da Aponte – spiega Ugo Milone responsabile nazionale dei porti della Fit Cisl – Gioia Tauro potrà avere una concreta prospettiva di sviluppo. Per questo mi auguro che ci sia responsabilità da parte di tutti a trovare un’intesa in brevissimo tempo». Ora gli occhi sono puntati sulla riunione di domani: dopo questa parte più politica, la finalizzazione degli accordi, in caso di esito positivo, ci sarà poi giovedì.

2017-06-21T14:30:33+00:00June 21st, 2017|