Aponte: «Stx France? Per ora resterà dello Stato»

 Parla l’armatore a capo del gruppo Msc: «Parigi non farà marcia indietro». Il mercato? «Una battaglia che si combatte coi volumi……..».

Gianluigi Aponte è lo shipping: ha fondato e guida uno dei gruppi armatoriali più grandi al mondo. Msc è cargo, crociere e porti. Quando parla in pubblico – quasi mai – ne tengono conto anche i governi, non solo le Autorità portuali. Per questo quando spiega che secondo lui «Stx France alla fine resterà nelle mani dello Stato» non è una previsione da analisti ed è più di un auspicio. È una questione di dimensione, come quando racconta che sono i volumi a fare il mercato e decretano «il successo o la morte di un terminal. E i volumi li abbiamo noi». Il futuro dell’armamento italiano e la guerra dei noli. E poi Genova che deve darsi una svegliata.

È passato un mese da quando aveva tuonato contro l’ingresso di Fincantieri in Stx France. È cambiato qualcosa: la Francia ha nazionalizzato e ora ci sono nuove trattative. Lei è rimasto sulle sue posizioni?

«Tocca al governo francese trovare la soluzione. Per me, per l’industria cantieristica in generale, se Fincantieri dovesse entrare nella maggioranza di Stx France, sarebbe negativo».

Ma lei è disponibile ad entrare nel capitale?

«Sì siamo disponibili, ma visto come sono andate le cose, non credo che il governo francese farà marcia indietro. Né con noi, né con Fincantieri. Ormai è tardi: l’operazione si poteva fare prima di nazionalizzare il cantiere, ora il problema è stato troppo chiacchierato».

E quindi secondo lei come finisce?

«Dubito che Fincantieri entri in maggioranza e finisce così che il governo francese tiene il cantiere e poi lo cede al miglior offerente quando lo riterrà opportuno. Non è una brutta soluzione: il cantiere perdeva soldi, ora ha acquisito redditività. In Francia poi lo Stato nell’economia è molto presente».

Parliamo di armatori: c’è una guerra tra lei e Grimaldi?

«Non c’è una guerra a nessuno, è una guerra di noli: io sono diventato ciò che sono, difendendomi. In questo momento c’è un attacco da parte di tutti, non solo di Grimaldi, perché lo spazio e il carico sono quello che sono. Possiamo combattere questa battaglia solo aumentando i volumi e noi cerchiamo di aumentare anche la taglia delle navi».

Che giudizio dà di quello che è successo in Confitarma? Anche le sue compagnie sono uscite dall’associazione…

«Penso siano state delle scelte giuste: noi vogliamo un’organizzazione di tutti che faccia gli interessi di tutti. E apparentemente la Confitarma di prima non era così. Serve invece un’associazione indipendente. La divisione è stata giusta: noi andremo avanti nell’interesse di tutti».

Ci sarà una nuova associazione?

«Creeremo una nuova associazione: o entreremo in Fedarlinea o modificheremo Fedarlinea. Ma è chiaro che serve un’altra confederazione rispetto a Confitarma».

Msc è in piena espansione nei porti italiani. Molti competitor sono preoccupati.

«Guardi, è normale: noi ci espandiamo perché abbiamo volumi. Nessuno ha i nostri volumi. La nostra espansione a livello italiano è un beneficio anche per il Paese. Se non ci espandessimo qui, lo faremmo altrove. Comandiamo noi, perché comandano i volumi. Chi ha i volumi è quello che si può permettere di far vivere un terminal o di farlo morire se si sposta da quel terminal. Meno male che ci siamo e che abbiamo questo spirito di aiutare l’Italia: noi creiamo posti di lavoro»………………..

2017-09-09T08:36:33+00:00September 9th, 2017|